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30/10/2016
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ALTPIANI CIMBRI, FUSIONE AL BIVIO

Assemblea a Folgaria con i sindaci di Lavarone e Luserna: sul Comune unico non c’è ancora accordo



FOLGARIA. L'assemblea è di circa 80 persone su 4600 che compongono la comunità cimbra. Pochi giovani, età media oltre i 50 anni. Introduce Tiziano Dalprà, membro del comitato promotore, in veste di portavoce. Il quadro sociale evidenza i 101 alunni alle elementari di Folgaria e 69 a Lavarone. Le medie ne annotano 76 a Folgaria e 56 a Lavarone. Le scuole materne: 50 Folgaria, 26 Lavarone e 10 Nosellari. «Una società in età avanzata su un territorio poco gestibile, dobbiamo tutti essere protagonisti» afferma Dalprà. Alessandro Ceschi, direttore del consorzio dei Comuni, colloca il problema nel quadro giuridico amministrativo. «Siete ad un bivio: o gestioni associate o fusione dei Comuni. Non ci sono alternative. In provincia dai 223 comuni del 2009 siamo passati ai 176 del 2016 che saranno 169 nel 2020». Sull'argomento è andato a votare oltre il 50%. I tre comuni dell'altopiano dovranno rispettare la riduzione di spesa di circa 230 mila euro.La caratteristica della gestione associata prevede di rimanere assieme solo per risparmio delle spese, non per scelta politico-amministrativa. Nel caso di fusione l'iter può avvenire per richiesta delle istituzioni territoriali o per proposta popolare, con almeno il 20% di firme di elettori. Quindi referendum, al quale deve partecipare il 40% + 1 degli elettori di ciascun comune altrimenti la consultazione non è valida. Non occorre rifare i documenti e l'associazionismo, come i Vigili del fuoco, rimane intatto. Ma se il tutto viene fatto per convenienza di spesa l'operazione è debole e il processo è irreversibile, argomenta Ceschi illustrando il sostegno contributivo. Segue l'assessore del Comune di Ledro Maria Teresa Toniatti: «Non è stato facile, la popolazione anziana è molto legata alla propria identità. La fusione è stata preceduta da un periodo di unione dove sopravviveano i vari municipi». Ora però si sperimentano i vantaggi, come l'istituzione di nuovi servizi. Più entusiasta il sindaco di Primiero: «Spesso i cittadini sono più avanti degli amministratori. La fusione è stata un'esperienza emozionante. Peraltro il comune unico era già stato sancita dal decreto di Mussolini, sciolto dopo il 1946. Dal 1999 è nata l'unione, scelta sull'onda dei contributi. Dal 2016 funziona il comune unico». Sottolinea però l'ambito, meno esteso dell'alpe cimbra, i comuni più coinvolti in scelte e la vicinanza dei centri. Dalla platea. Matteo, cimbro da capo a piedi e operatore culturale nella Tv lusernese, è decisamente contrario. Alessandro Marchesi chiede come sarà risolta la presenza della minoranza cimbra. Trainotti invoca capacità di visione per portare avanti innovazione spinta in modo non convenzionale. Aldo Marzari vede nella fusione un'opportunità da non perdere. Michael Rech vede nel nuovo assetto una propulsione che accelera decisioni in termine di piani di sviluppo. Mario Nicolussi Zom è poco possibilista, Claudio Stenghele è favorevolissimo purchè siano subito evidenti i risparmi e che la sede sia Carbonare. Ma ecco i sindaci: per Isacco Corradi di Lavarone è una buona opportunità, «ma prima completiamo le gestione associate come propedeutiche all'unione». Anche Walter Forrer chiede di far funzionare le gestioni
associate come periodo di rodaggio. Il sindaco di Luserna Luca Nicolussi Paolaz illustra la situazione delle minoranza e la necessità della loro difesa e conservazione della propria identità. Anche lui chiede di sperimentare prima il modello gestioni associate.

di Fabio Marzari

il Trentino, domenica 30 ottobre 2016

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