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22/10/2016
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Il rilancio turistico del Cornetto

Atipiani cimbri Vertice «in quota» tra sindaci e amministratori locali per trovare idee e vie di sviluppo



FOLGARIA - È stata riaperta la vecchia pista di sci che dalla prima e seconda cima del monte Cornetto (Schlist) porta a Carbonare. Un lavoro approntato da una squadra di volontari nel corso delle ultime settimane. «Quella pista è un pezzo della nostra storia», evidenzia Sandro Lorenzatti uno dei promotori dell'iniziativa. «Abbiamo portato in quota anche gli amministratori locali ( nella foto ), la presidente della Comunità di Valle, Nicoletta Carbonari , il sindaco di Folgaria Walter Forrer , quello di Lavarone Isacco Corradi e quello cimbro di Lusérn Luca Nicolussi Paolaz ». «La mattina quando mi alzo vedo sempre davanti a me il Cornetto - commenta il sindaco cimbro -, una montagna magica ed estremamente bella, è la prima volta che salgo quassù sono entusiasta». Anche per Forrer una gita sulla montagna di casa rappresenta un momento di forte verifica territoriale, così per Carbonari e Corradi. «Auspichiamo che nella stesura del nuovo piano urbanistico questa montagna venga inserita come attrattiva estiva ed invernale» sottolinea Lorenzatti.
La pista quest'inverno potrà essere al servizio degli sci-alpinisti che frequentano in numero sempre maggiore la montagna dell'altopiano.
Tre anni orsono in poco più di un mese sono state raccolte 500 firme degli abitanti dell'Oltresommo e non a sostegno di una possibile messa in opera di impianti di risalita. Addirittura era stato posto come soluzione un referendum che riportava la seguente dicitura: «Vuole l'elettore che siano sviluppate le aree sciabili del monte Cornetto in Folgaria, comprensive di relativi impianti e pista in modo da collegare Carbonare, Costa e Folgaria Ovest?». A supporto di questa azione ci sono le firme degli operatori turistici di Folgaria, i maestri di sci delle due scuole, gli albergatori, i commercianti, è tutto un movimento che si è messo in moto e chiede apertamente alle istituzioni, Comuni e Comunità nonché Provincia, di vagliare attentamente questa proposta, che nasce da un movimento popolare molto sostenuto.
«Lo sviluppo del Monte Cornetto metterebbe in relazione le varie comunità e sicuramente potrebbe capovolgere i flussi economici. Non dimentichiamoci che l'Oltresommo e non solo è in forte declino, qui le attività chiudono ed ormai viviamo in paesi che sembrano agonizzanti - sostiene Sandro Lorenzatti , leader del «Comitato Pro Cornetto -. E non dimentichiamoci che in veste di mobilità alternativa l'impianto del Cornetto è l'ideale perché permetterebbe a fruitori della nuova annunciata ciclabile Folgaria-Asiago di poter superare indenni il dislivello che porta a passo Sommo».
Dalla zona «Test-Prai Alti» lo sguardo si perde e si possono vedere in un'unica cartolina tutti e tre gli altipiani insieme. Una visione eccezionale. La funzione del monte Cornetto va ricercata anche in un ottica di sviluppo della stagione estiva e delle stagioni di mezzo. «Questa montagna ora è abbandonata a se stessa, il bosco si sta mangiando ettari di pascolo» ricorda Lorenzatti.
La seggiovia che partiva da Carbonare (si può ammirare ancora la stazione di partenza) venne messa in funzione nel 1951 (fu la seconda in Italia dopo quella dei Francolini realizzata nel 1948), resistette ad una forte crisi economica , ma nel 1958 dovette chiudere i battenti. Uno dei soci dell'impianto fu il presidente della repubblica Antonio Segni (tirato per la giacchetta dall'onorevole Luigi Carbonari) che partecipò al capitale sociale con 100mila lire. Anche il Comune di Lavarone investì nel progetto un milione. «Per risollevare questo territorio si rende sempre più indispensabile pensare a rimettere in sesto un impianto che possa valere come mobilità alternativa, e possa allargare l'offerta turistica degli altipiani. Inoltre è auspicabile che anche il collegamento con il fondovalle, Levico, Caldonazzo possa essere messo a fuco e realizzato tramite una funivia» conclude Sandro Lorenzatti.
Tiziano Dalprà


l'Adige, sabato 22 ottobre 2016, pag. 35
Il rilancio turistico del Cornetto

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